Il boicottaggio di Israele non è “antisemitismo”

picprimapaginailmattinoLettera inviata al Direttore de “Il Mattino” di Napoli

Gentile Direttore

La prima pagina del suo giornale, oggi 10 agosto, riporta il titolo in evidenza “<<Boicotta Israele>> manifesti choc” che, nonostante il testo sopra questo titolo (“Volantini contro i negozi dei commercianti ebrei a Roma: sdegno e polemiche”) e quanto riferito nell’articolo a pag. 11, rischia di ingenerare degli equivoci che – come Comitato di solidarietà alla resistenza palestinese e Comunità palestinese di Napoli – riteniamo opportuno dissipare.

La Campagna internazionale BDS (Boicottaggio-Disinvestimenti- Sanzioni) nella quale noi ci riconosciamo, infatti, non ha nulla a che fare con iniziative, di stampo antisemita e neonazista, volte a boicottare i “negozi di proprietà degli ebrei”.  L’invito della Campagna internazionale BDS a non comprare merci prodotte nei territori recentemente strappati da Israele ai Palestinesi e che vengono , qui da noi, commercializzati come “israeliani”, punta (esattamente come avvenne con le iniziative di boicottaggio contro lo stato del Sud Africa per la fine dell’apartheid) a fermare la pulizia etnica  che lo stato di Israele sta conducendo in Palestina. Una campagna internazionale che vede l’attivo coinvolgimento, oltre che di innumerevoli democratici, artisti ed intellettuali, di cittadini israeliani e di persone di religione ebraica, tra i quali non pochi rabbini.

Una campagna che ha già visto significativi, se pur parziali, successi – come, ad esempio, le recenti  direttive dell’Unione Europea – che, come le nostre recenti manifestazioni di solidarietà con la popolazione di Gaza, vuole favorire un processo di pace in Medioriente basato sulla fine dell’illegittima occupazione dei territori e sul reciproco rispetto dei diritti.

Le saremmo grati, pertanto se volesse pubblicare questa nostra lettera che tra l’altro serve a rispondere ai nostri politicanti, che additando come “antisemita” chiunque  critichi la politica dello stato di Israele, finisce per equiparare gli “Ebrei” agli attuali governanti di Israele e, –  cancellando l’impegno per la pace di tanti ebrei (tra i quali i soldati israeliani che oggi si stanno rifiutando di combattere nei territori occupati) – contribuisce a far crescere ancora di più quell’antisemitismo che sta dilagando in Europa.

 

Cordialmente

 

Comitato a sostegno della resistenza palestinese

Comunità palestinese di Napoli

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