Con il Popolo ucraino, contro la guerra

odessastrageCon il Popolo ucraino, contro la guerra

 

Volantino per la manifestazione di Roma del 17 maggio

 

Il governo fantoccio di Kiev, sostenuto dalla NATO, dagli USA e dall’Unione Europea, sta conducendo una criminale offensiva contro le popolazioni ucraine che non vogliono vivere in un regime dominato da bande fasciste e dai dettami del Fondo Monetario e dalla BCE. Una offensiva costellata da orrende stragi, esecuzioni sommarie, arresti arbitrari, licenziamenti.

 

Anche in questo caso il governo italiano è in prima fila in questa nuova aggressione come dimostra il ricevimento in pompa magna del primo ministro ucraino – il golpista Arseniy Yatsenyuk – e la proposta   oscena  dell’invio di nostre truppe in Ucraina per una ennesima, inverosimile, “missione di pace”.

 

Si prospetta, quindi per l’Ucraina, lo stesso calvario subito dalla ex-Jugoslavia, dalla Libia, dalla Siria.

Di fronte a questo scenario – che prefigura, come nel passato, il modo capitalistico di uscire dalla crisi attraverso la spartizione del mondo da parte delle potenze mondiali e la tendenza verso un nuovo conflitto generalizzato –  è ancora debole la risposta dei “movimenti”.

Sembra, infatti, continuare a prevalere l’indifferenza o, addirittura, un tacito assenso  – evidente durante l’aggressione alla Libia o alla Siria – nella convinzione che, in fondo, si possono chiudere gli occhi davanti ad una aggressione imperialista se questa può servire ad abbattere il “tiranno di turno” o, addirittura, a fare sbocciare una qualche “primavera ”. Ma il medioevo in cui sono stati scaraventati i paesi oggetto delle attenzioni “umanitarie” dell’occidente e l’oppressione di quelle popolazioni non fanno che rafforzare anche la nostra oppressione.

 

La battaglia contro il militarismo e contro le aggressioni imperialistiche deve essere, dunque, parte integrante della lotta contro le politiche di austerity e la svolta autoritaria e repressiva del governo Renzi come dell’Europa. Esse sono, infatti, le due facce della stessa medaglia. Le guerre che esportiamo non significano solo lutti, distruzioni e supersfruttamento delle masse nei paesi aggrediti ma, qui da noi, crescenti spese per armamenti, militarizzazione dei territori, ulteriore precarizzazione dei lavoratori, attacco alle libertà democratiche e sindacali, pestaggi sempre più efferati da parte di “forze dell’ordine” reclutate, ormai, tra i veterani delle missioni.

Anche le migliaia e migliaia di annegati che costellano oggi i nostri mari, le orde di disperati che sbarcano sulle nostre coste, sono tra gli “effetti collaterali” di queste aggressioni. Come quella alla Siria che, nell’indifferenza dei più, da tre anni i governi italiani, insieme alla NATO e ai peggiori satrapi delle Petromonarchie, continuano a fomentare riconoscendo e finanziando i peggiori tagliagole e affamando, nel contempo, la popolazione siriana con sanzioni e embarghi.

 

Non basta più il pacifismo di maniera o gli appelli alle organizzazioni internazionali, individuate come “garanti della pace”, o proporsi al governo Renzi come peace-keepers.

E’ necessario, invece,  la ripresa del conflitto ed il netto schieramento contro l’imperialismo, innanzitutto quello del nostro paese, responsabile delle  politiche di morte e di sfruttamento in questi paesi come nelle nostre metropoli.

 

 

Rete NOWar

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One thought on “Con il Popolo ucraino, contro la guerra

  1. Pingback: In piazza anche contro la guerra in Ucraina | NapoliNoWar

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