Su uno sbalorditivo comunicato della “Comunità siriana”

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Il 20 febbraio cominciava a circolare su internet uno sbalorditivo comunicato (qui sotto riportato)  firmato dal – peraltro,  per me, stimabile –  Presidente della Comunità siriana, Jamal Abu Abbas, contro la Rete No War di Napoli accusata delle peggiori nefandezze.

Per risposta la Rete No War di Napoli rispondeva con un suo comunicato (qui sotto riportato) che si concludeva chiedendo alla Comunità siriana rettifiche o smentite che, al momento, non sono ancora arrivate.

Per di più, tale Ouday Ramadan riusciva il giorno dopo a farsi pubblicare sulla, peraltro solitamente attenta, Iran Italia Radio ( http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/121561 )  un suo ineffabile comunicato che riprendendo quello della “Comunità siriana”, rincarava la dose accusando la Rete No War, alla quale augurava di stramazzare al suolo rovinosamente, di  lucrare su fondi che sarebbero stati raccolti in Italia destinati al popolo siriano.

Non credo ci sia qui nulla da aggiungere al Comunicato della Rete No War di Napoli se non che è davvero triste che quelli che appaiono come farneticanti settarismi, evidentemente imposti dalla situazione di guerra che sta vivendo la Siria, rischiano di vanificare ogni mobilitazione contro l’aggressione che sta subendo la Siria e i generosi e disinteressati sforzi che, nell’ostracismo pressoché generale della cosiddetta “sinistra”, dei compagni della Rete No War .

Francesco Santoianni

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Comunicato della Rete  NO War di Napoli, 23 febbraio

 

Alla Comunità siriana in Italia

Cari Amici

Siamo veramente sbalorditi del comunicato, a firma del vostro Presidente che, estrapolando una singola frase dal lungo testo di un nostro volantino e prendendo a pretesto l’uso della parola “crimini”, (“… non c’è dubbio che Assad, come ieri Gheddafi o Saddam,  si è macchiato di crimini verso il proprio popolo…”) e ignorando tutto quello che, da anni ormai, stiamo producendo per protestare e chiamare alla mobilitazione contro l’aggressione alla Siria, ci accusa, tra l’altro, di essere dei figuri peggiori dei “ratti” (intesi questi ultimi come i banditi al soldo dell’Occidente e delle Petromonarchie  che stanno terrorizzando il popolo siriano), di avere come unico obiettivo quello di spaccare l’unità di un fronte, composto da siriani e italiani, (che, a dire del comunicato, crescerebbe sempre di più) di lucrare, addirittura, sulle sciagure del popolo siriano organizzando raccolte fondi che andrebbero evidentemente nelle nostre tasche….

 

Questo comunicato non meriterebbe una riga di commento se non fosse l’ultima deriva di una linea politica che ha portato la Comunità siriana in Italia a privilegiare un davvero imbarazzante rapporto con chiunque, qui da noi, si proclami fervente sostenitore del governo di Assad anche se non si tacita di dichiarare posizioni apertamente fasciste. Una linea politica, questa, che – come abbiamo già avuto modo di ribadire, anche pubblicamente, a esponenti della Comunità siriana – ha contribuito non poco all’isolamento delle mobilitazioni contro la guerra alla Siria.

E veniamo al nocciolo politico della questione.

Lasciamo perdere l’allusione a presunte raccolte di fondi da parte nostra che è completamente infondata ed inventata di sana pianta per tentare di infangare la nostra attività. L’unica espressione del comunicato che ci sentiamo di condividere è che Assad sia il capo del legittimo Governo siriano. Anche noi della Rete No War di Napoli lo riteniamo legittimo in quanto eletto e legittimo in quanto, sopratutto oggi, si riconosce la stragrande maggioranza del popolo siriano. Se così non fosse il regime siriano si sarebbe già dissolto, così come è stato, ad esempio, per quello egiziano di Mubārak in Egitto o di Ben Alì in Tunisia. Anche per questo riteniamo che oggi la defenestrazione o l’eliminazione di Assad sarebbe per il popolo siriano una ancora più grave tragedia laddove l’alternativa al suo governo sarebbero gli sgherri al soldo dell’occidente e delle petromonarchie.

L’ostilità sistematica dell’occidente a qualsivoglia ipotesi di dialogo, sia essa proveniente dallo stesso Assad o da altri paesi e persino dai partiti dell’opposizione nel Parlamento siriano, la dice lunga sulla volontà di voler procedere nella disgregazione della Siria e nel completo asservimento del suo popolo. Un destino non diverso da quello già riservato ad altri paesi prima ed, in ultimo, alla Libia.

Non a caso, polemizziamo quasi quotidianamente contro coloro che, nel nostro paese  – proclamandosi  “pacifisti” o, addirittura, “di sinistra” – ci accusano di essere dei “servi di Assad” ricordando ad essi che mai nessuno durante le formidabili manifestazioni contro l’aggressione all’Iraq aveva anteposto alla fine dell’aggressione l’eliminazione di Saddam Hussein.

Questo, comunque, non può significare,  secondo noi, sottacere le responsabilità di Assad e del regime che ha ereditato. E questo non per opportunismo o per la paura di restare isolati in una opinione pubblica drogata da “notizie” di “massacri voluti da Assad “ (che, ogni giorno, cerchiamo di rintuzzare). Ma perché siamo convinti che, anche se eletto dal suo popolo, egli non rappresenta gli interessi dei lavoratori e degli sfruttati siriani, ma quello delle classi dominanti che esistono in Siria come in ogni paese del mondo. Facciamo notare che anche i nostri governanti sono i legittimi rappresentanti del popolo italiano in quanto eletti, ma ciò non ci impedisce di denunciarne la loro natura di rappresentanti delle classi dominanti italiane e la loro politica classista sia verso i lavoratori italiani che nella politica estera.

Riconosciamo che, nel contesto dato l’utilizzo della parola crimini, potrebbe, sia pure involontariamente, avvalorare le campagne stampa occidentali, ma la nostra continua denuncia della politica imperialista dell’occidente e del nostro governo non lascia spazio a confusioni su come ci schieriamo davanti ad un aggressione a senso unico contro l’intero popolo siriano ed il governo legittimo di Bashar al-Assad.  I “crimini” che imputiamo ad Assad non sono certo legati al tentativo di respingere, anche militarmente, la manomissione della Siria ad opera delle potenze occidentali e degli ascari locali che si prestano a tale operazione. Noi critichiamo Bashar al-Assad, proprio per le sue “aperture” all’occidente, sul piano esterno come su quello interno, per la sua illusione di poter arrivare ad un compromesso con le potenze imperialiste, e per aver introdotto, a seguito delle pressioni delle istituzioni internazionali, una maggiore liberalizzazione che ha allargato ed inasprito le disuguaglianze sociali invece di puntare ad una lotta senza quartiere ai diktat occidentali ricorrendo al sostegno delle masse lavoratrici del proprio paese. Lo critichiamo per aver colpito, anche duramente, coloro che di fronte alle conseguenze di tali misure esprimevano il proprio disagio e si opponevano a tali aperture foriere del disastro attuale, per aver colpito cioè anche chi si proponeva di lottare in maniera più determinata e conseguente contro i tentativi di aggressione imperialista e contro le disuguaglianze sociali che tali politiche hanno determinato.

Ciò detto, anche al fine di sviluppare una collaborazione, fondamentale per la ripresa delle mobilitazioni contro la guerra alla Siria, ci aspettiamo che il Presidente della Comunità siriana rettifichi il comunicato attribuitogli.

 

Rete Napoli NO War

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Comunicato a firma “Il Presidente della comunità siriana, Dott. Jamal Abo Abbas” del 20 febbraio

 

AVVISO UFFICIALE DA PARTE DELLA COMUNITÀ SIRIANA IN ITALIA

La Comunità Siriana in Italia prende atto delle parole pronunciate nel comunicato congiunto di “Rete No War Napoli” e del Comitato “Giù le mani dalla Siria”, pubblicato su Contropiano a commento dell’assemblea organizzata a Napoli il 15 febbraio 2013 da questi due soggetti, e avente per oggetto la situazione siriana.

Nel suddetto comunicato leggiamo: “Non c’è dubbio che Assad, come ieri Gheddafi o Saddam, si è macchiato di crimini verso il proprio popolo”.

La Comunità Siriana in Italia, si è impegnata fin dall’inizio dell’aggressione alla Siria a denunciare le menzogne orchestrate dai media occidentali e dai media degli stati del Golfo in merito alla situazione siriana, e a denunciare tutta la gigantesca opera di disinformazione messa in atto non solo dai media, ma anche da governanti occidentali e dagli esponenti dei più grandi partiti della scena politica, occidentale e non.

La Comunità Siriana non ritiene, assolutamente, che Assad si sia macchiato di crimini contro il suo popolo.

Questo la Comunità lo ribadisce con forza. E anzi riteniamo che non solo Assad sia il legittimo capo del legittimo Governo siriano, al centro di un’immensa opera di demonizzazione, ma che sia altresì un coraggioso Capo di Stato che sta proteggendo il suo popolo. Proteggendolo da un’aggressione operata con milizie che operano sul territorio siriano con una ferocia difficile anche solo da immaginare, ma purtroppo terribilmente reale. Queste milizie, descritte dai media come liberatori del popolo siriano, in realtà saccheggiano le città e le campagne e uccidono chiunque gli si opponga, e chi segue la situazione siriana, lo sa. Siamo a centomila morti dall’inizio dell’aggressione, tra soldati e civili. Centomila.

A differenza di Rete No War e del Comitato Giù le mani dalla Siria, che evidentemente credono pure loro alle farneticazioni dei ratti, noi della Comunità siriana non riteniamo Assad uno che “si è macchiato di crimini contro il proprio popolo”. Se avessimo questa convinzione, non lo sosterremmo.

Quindi cogliamo l’occasione per ribadire, ancora una volta, la totale estraneità della Comunità Siriana in Italia rispetto a questi figuri, che riteniamo persino peggio dei ratti, e che hanno evidentemente come unico obiettivo quello di

spaccare l’unità del fronte siriano, il quale vede la partecipazione sia di siriani che di italiani, e che continua a crescere sempre di più. Cresce, e si rafforza, questo fronte, anche a dispetto di chi, come loro, si prodiga nel sabotaggio e nel continuo tentativo di seminar zizzania al suo interno.

E ringraziamo, infatti, tutti coloro che ci hanno seguito fin qui, che per questo hanno subito offese più e più volte, ma sono andati a testa alta, non hanno reagito alle puerili provocazioni, disinnescando così ogni tentativo di far crollare il fronte dall’interno. E in questo potevano riuscire solo i più intelligenti, e valorosi.

Certo siamo realisti. Siamo coscienti di non poter aspirare alle folle oceaniche delle manifestazioni di Rete No War e del Comitato Giù le mani dalla Siria, le quali vedono anche la partecipazione di un grande numero di siriani (uno). Ma certo non cambieremmo tutto l’intero miliardo di partecipanti alle loro manifestazioni con uno solo dei nostri.

Noi andiamo per la nostra strada, che non è la loro.

Detto questo, ci preme di segnalare anche il gravissimo fatto di sedicenti raccolte fondi messe in atto da questa gente in varie occasioni, come le suddette conferenze e manifestazioni oceaniche. Raccolte fondi di cui non sono identificati né i promotori, né gli obiettivi né, soprattutto, i destinatari finali.

Queste persone non meglio identificate che raccolgono fondi per non si sa bene chi, non hanno alcun collegamento con istituzioni siriane o italiane riconosciute e riconoscibili.

Il Presidente della comunità siriana Dott. Jamal Abo Abbas

 

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4 thoughts on “Su uno sbalorditivo comunicato della “Comunità siriana”

  1. non siete ratti, siete solo dei ratti-moderati, e avete il vizietto tipico degli italiani,specie se zecche antifa, di essere settari e cercare di seminare zizzania e divisioni.
    state cercando di farlo anche con i siriani: fate schifo

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  2. Si ma Ouday Ramadan voi state perderci tempo .Uno che se la fa con gente di casa pound , forza nuova come quello che gestisce syriapress e altri mezzi rossi mezzi bruni .Ma non lamentatevi poi se alle mobilitazioni nowar ci viene quasi nessuno . Perdere tempo con Ouday Ramadan e solo sprecare fiato uno che tiene il piede in piu’ scarpe con fascisti e affini solo perchè sostengono Assad e poi si definisce comunista .Ouday che nega gli attacchi del governo Assad sui campi profughi palestinesi vedi http://baruda.net/2012/12/16/bombardamento-su-yarmouk-campo-profughi-palestinese/ . Infine sta gente va evitata visto che organizzano eventi con forza nuova e zenit e associazzioni fasciste come SEMPRE DOMANI ROMA . Voi perderci anche tempo ma vanculatelo . Sono troppe le porcate e le sviste che ultimamente prendete e poi non chiedetevi e non meravigliatevi se dalla sinistra antagonista e mov antagonisti vi girano le spalle e se questi soggetti come Ouday vi tirano merda .

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  3. E’ vero che le parole usate nei confronti del comitato No War da parte della Comunità siriana e per la precisione da Jamal Abbas sono pesanti ( peggio dei ratti…) però volete spiegarmi perché tutte le sante volte che si deve difendere uno stato sovrano dagli attacchi dell’imperialismo ,in questo caso per interposta persona, si deve, in qualche misura, denigrare il capo dello stato che ci apprestiamo a difendere ?Questo atteggiamento da cerchiobottisti non va’ bene cari compagni. Cosi è accaduto per l’Irak , per la Serbia e per la Libia. Avete prove per sostenere che Assad ha volutamente , di proposito, commesso crimini nei riguardi del suo popolo o state parlando dei civili colpiti involontariamente dagli attacchi dei miliziani ai quartieri o alle città in mano ai tagliagole dell’opposizione ? Devono o non devono i militari resistenti siriani rispondere alla offensiva dei ” ribelli” sostenuti dall’imperialismo o è preferibile che lascino costoro impadronirsi dell’intero paese e prestarsi di buon grado a farsi sgozzare ?. E quando si spara con cannoni e con missili è difficile selezionare con precisione i nemici in armi dai civili che in quei luoghi si trovano. Se avete soluzioni alternative da proporre …fatevi avanti.
    Francesco Gerevini

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    • Caro Francesco
      Non abbiamo mai detto che il governo siriano non abbia diritto di difendere il territorio della Siria invaso da milizie straniere. Nel nostro comunicato abbiamo usato la parola “crimini” invece della più opportuna “colpe”. Questo lo abbiamo già scritto (e, personalmente, mi scuso del termine improprio) insieme al riconoscimento di Assad quale legittimo rappresentante del popolo siriano. Credevo che questo potesse placare la forsennata campagna di farneticanti accuse, rivolte verso di noi, da parte di personaggi che hanno condotto all’isolamento la comunità siriana con il loro continuo civettare con gruppi fascisti e reazionari. Così non è stato, ma la cosa che più mi ha addolorato, comunque, è stato l’atteggiamento di Radio IRIB (che ha ritenuto non dover pubblicare il nostro comunicato) e dell’analogo atteggiamento del Presidente della Comunità siriana. Peccato. Noi, comunque, (pur additati come “servi di Assad” o “servi dell’imperialismo”) andiamo avanti nella nostra mobilitazione contro la guerra alla Siria. Saluti comunisti. Francesco Santoianni

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