I pacifinti

I pacifiniti

La cosa più irritau467nte è che a protestare contro l’intervento militare italiano al Mali oggi scendono in campo partiti e personaggi che avrebbero fatto meglio a starsene zitti. Lasciamo perdere le attuali farneticazioni di Marco Ferrando e del suo PCL, che un anno fa ai tempi dell’aggressione alla Libia (come oggi per la guerra alla Siria) non ha speso una parola limitandosi ad inneggiare all’ennesima “primavera araba”.

Occupiamoci, invece, di SEL e del suo responsabile esteri Gennaro Migliore che per “prendere le distanze” dal governo Monti dichiara al Manifesto che  “Per il coinvolgimento italiano occorre il mandato parlamentare”. Bella furbata!. Tanto SEL per ora non ci sta, e può anche chiedere con tono solenne che “qualunque intervento deve avvenire nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione”. Certo, come tutti gli altri interventi italiani, dal Libano alla Somalia, dall’Iraq all’Afghanistan (tanto c’è Napolitano che garantisce che nessuno lo ha violato).

Poi c’è “Rivoluzione Civile” che ha candidato Flavio Lotti spe  rando di darsi una verniciata “pacifista” . Lo stesso Flavio Lotti che invitava  alla sua “Marcia per la Pace Perugia Assisi” D’Alema mentre “baffino” e il suo governo bombardava per conto della NATO la Iugoslavia (6.000 civili uccisi) o partecipava, con la sua “Tavola della Pace”, all’abominevole manifestazione del 19 febbraio 2012 organizzata dai tagliagole del Consiglio Nazionale Siriano che, già allora – per non dire oggi –  per conto dell’Occidente e delle Petromonarchie disseminavano autobombe e terrore in Siria. Ma più di Lotti, Ingroia che dal suo sito elettorale pone come prima parola d’ordine “Fermiamo la guerra in Mali” e più sotto “mettendo a disposizione delle Nazioni Unite una parte delle forze armate in attuazione dell’art.43 della Carta delle Nazioni Unite.” Come se proprio le Nazioni Unite non avessero già preventivato un “intervento umanitario” a favore dei golpisti che oggi tiranneggiano il Mali. Come se le Nazioni Unite, dopo un po’ di ritrosia per salvare la faccia, non abbiano condotto in prima persona la guerra alla Iugoslavia, all’Iraq,e oggi alla Siria

Francesco Santoianni

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