Fermare il massacro a Gaza – No a Monti e alle sue politiche imperialiste

Fermare il massacro a Gaza – No a Monti e alle sue politiche imperialiste

Dopo l’operazione “Piombo fuso”  del dicembre 2008 (1046 palestinesi uccisi tra cui 300 bambini), un altro massacro è in atto nella striscia di Gaza. Una pioggia di bombe, proiettili, missili si sta abbattendo su una popolazione inerme che stenta a sopravvivere in un territorio diventato, con il consenso degli USA e della Comunità Europea, un lager a cielo aperto.

Centinaia di abitazioni, ospedali, scuole, centrali elettriche e telefoniche… sono stati già distrutti al fine (dichiarazione ufficiale del Ministro della Difesa israeliana) di “far tornare Gaza al Medioevo”.

E tutto questo mentre Israele continua ad essere considerata “partner privilegiata” dal Governo Monti che ha stipulato con quella che continua a definire “l’unica democrazia del Medio Oriente” accordi commerciali privilegiati, forniture di armamenti  e patti militari (e di poche settimane fa una esercitazione congiunta Israele-Italia).

Un atteggiamento insolito sta, comunque, caratterizzando in questi giorni i nostri governanti e i loro mass media. Per la prima volta anche organi di stampa assolutamente filosionisti (ad es. Repubblica”) che, in passato, avevano giustificato ogni infamia di Israele stanno raccontando l’entità del massacro in atto e, addirittura, in qualche caso, accennando a qualche timida presa di  distanza dai macellai di Tel Aviv.

Questo cambio di registro non è certo da addebitare all’irrompere qui di un movimento popolare di protesta (ancora oggi, purtroppo, debole) contro Israele quanto piuttosto alla preoccupazione con cui si guarda alle mobilitazioni popolari nei paesi arabi ed al nuovo protagonismo dell’Egitto e, soprattutto, della Turchia e del Qatar che con le visite ufficiali a Gaza e gli ingenti finanziamenti agli apparati di Hamas ne hanno legittimato il ruolo. Un protagonismo su cui si inserisce lo stesso imperialismo, europeo in particolare, per la lotta fratricida per il controllo dell’area. Non è un caso che intanto sia calato il silenzio su quanto accade sul fronte siriano, proprio mentre ci si appresta a portare l’affondo all’opera di manomissione in atto contro questo paese con la consacrazione  a Doha della “Coalizione nazionale Siriana” come legittima rappresentante del popolo siriano, immediatamente riconosciuta dal governo Monti.

Da questo punto di vista riteniamo sbagliato il disinteresse di quello che resta del “Movimento pacifista” verso l’aggressione che stanno subendo questi paesi (vedi lo scandaloso silenzio sul massacro della città libica di Bani Walid) e la mancata denuncia sul ruolo del Governo Monti sull’aggressione alla Siria (rottura di relazioni diplomatiche, imposizione di sanzioni che stanno affamando la popolazione, aiuti finanziari e militari sempre meno nascosti ai “ribelli”, negazione del visto a parlamentari siriano venuti ad incontrare loro colleghi italiani, spalleggiamento alla Turchia nelle sue provocazioni…. )

La solidarietà verso la popolazione di Gaza, che deve essere espressa “senza se e senza ma” a prescindere dall’attuale dirigenza,  deve andare di pari passo alla condanna dell’aggressione ai popoli dell’area da parte dell’imperialismo ed in primis del nostro governo.

Attivisti napoletani contro la guerra

(volantino distribuito alla manifestazione contro il massacro a Gaza,  Napoli 20 novembre 2012)

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