Il caccia turco abbattuto non sia un pretesto per l’intervento Nato in Siria

Secondo le stesse autorità turche il caccia aveva violato da poco lo spazio aereo siriano e, per di più, sarebbe prassi dell’aviazione turca sconfinare oltre il limite di 12 miglia delle acque territoriali siriane. La Nato condanni gli sconfinamenti degli aerei militari turchi in Siria e non aggravi la tensione nell’area, nella quale è importante che l’Onu svolga al meglio la sua opera di risoluzione del conflitto. Invitiamo tutti i pacifisti a mobilitarsi contro la guerra
26 giugno 2012 – Associazione PeaceLink

 Un caccia turco e’ stato abbattuto lo scorso 24 giugno mentre volava in uno spazio aereo prossimo al limite delle 12 miglia dalla costa siriana dopo aver sconfinato 15 minuti prima nello spazio aereo siriano, come le stesse autorità turche ammettono.

La distanza di 12 miglia costituisce l’inizio dello spazio aereo di ogni nazione e nessun velivolo dovrebbe violare la sovranità di un’altra nazione. Tanto meno un velivolo della Nato che è tenuto a non compiere azioni “fuori area”.

Alla luce dei meri dati tecnici quello che emerge è un comportamento riprovevole da parte dell’aviazione turca che andrebbe stigmatizzato dalla Nato. (1)
 Non vi è quindi nessuna argomentazione valida per speculare su tale incidente. (2)
Ciò nonostante, la Nato discutera’ sul caso del caccia turco abbattuto dalla contraerea siriana e, secondo alcuni media, l’Italia e la Gran Bretagna saranno i paesi piu’ attivi nell’appoggiare le richieste turche di una reazione Nato.
Sono pertanto sorprendenti le dichiarazioni del Ministro degli esteri italiano Terzi che difende la posizione della Turchia anziché dissociarsi dalla condotta provocatoria di un aereo Nato che sconfina nello spazio aereo siriano(3)
Questo e’ solo l’ ultimo episodio nel quale il Ministro degli Esteri italiano Terzi ha mostrato un atteggiamento ostile verso il governo siriano proprio mentre l’Onu e’ impegnata in una difficile missione tesa a fermare gli scontri armati tra l’esercito di Damasco e gruppi dell’opposizione Infatti anche dopo l’ inizio della missione guidata da Kofi Annan sono state imposte dal nostro paese nuove sanzioni alla Siria e il suo ambasciatore e’ stato definito dall’ Italia “persona non gradita”. Inoltre tutte le dichiarazioni sulla crisi hanno un taglio unilaterale e molto discutibile nei toni. Noi crediamo che questo modo di operare non rappresenti la volonta’ del popolo italiano che, pur con differenti opinioni, non vuole alimentare in Siria l’attuale guerra civile e preparare il terreno ad un eventuale intervento Nato che violerebbe l’articolo 11 della Costituzione Italiana.

Contestiamo quindi l’operato del Ministro Terzi nella crisi siriana. Il governo italiano – in seno alla Nato – dovrebbe infatti condannare gli sconfinamenti degli aerei militari turchi in Siria che aggravano la tensione nell’area anzicheé allentarla.
Invitiamo tutti i pacifisti a mobilitarsi contro la guerra.
Invitiamo le forze politiche e sociali e gli italiani tutti a muoversi per una soluzione negoziata della crisi e a non favorire nuovi conflitti armati.
Peacelink
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